Il mese di gennaio 2026 apre l’anno con un mercato solo apparentemente ordinato. Dietro una moderata crescita dell’azionario globale si nasconde una forte dispersione tra aree e settori, con i mercati emergenti e le risorse naturali in netta sovraperformance e comparti come Fintech e consumi discrezionali in difficoltà. Un contesto che premia la selezione e penalizza l’esposizione indistinta, confermando il ruolo centrale dell’analisi delle forze relative nell’orientare le scelte allocative.
Nel mese di novembre i mercati hanno mostrato un profilo più selettivo, con un lieve arretramento dell’azionario globale e una crescente dispersione tra aree geografiche. L’America Latina ha mantenuto un andamento positivo, mentre l’Asia Pacifico ha evidenziato una correzione più marcata. Sul piano settoriale i metalli preziosi e la biotecnologia hanno guidato i rialzi, a fronte di flessioni nella tecnologia e nei comparti più sensibili alle prese di profitto. Nel reddito fisso il quadro è rimasto eterogeneo, con resilienza degli emergenti e debolezza del debito in yen. Le analisi di forza relativa confermano un rafforzamento delle economie sviluppate e una maggiore fragilità delle aree emergenti, sottolineando l’importanza di un approccio selettivo nelle scelte allocative.
Ottobre 2025 ha premiato la selettività e il ritorno dei titoli tecnologici, in un contesto di mercati sempre più polarizzati. La forza arriva dall’Asia, con Corea e Taiwan in testa, mentre la tecnologia e la biotecnologia tornano protagoniste dopo mesi di stasi. I metalli preziosi rallentano fisiologicamente dopo una lunga corsa, le obbligazioni ritrovano equilibrio e le valute mostrano un rinnovato dinamismo. Un mese che segna il passaggio dal rialzo indiscriminato alla ricerca di qualità e posizionamento relativo.






